Prima di prenotare l’ultimo dettaglio del viaggio, io metto sempre in cima una cosa: l’ESTA. È una pratica rapida quando fila liscia, ma basta un dato inserito male o una richiesta fatta all’ultimo per trasformare una partenza in una corsa contro il tempo. Se stai organizzando New York, questa è la guida operativa che avrei voluto avere la prima volta: cosa serve davvero, quanto costa oggi, quando farla e quali sono gli errori più comuni.
Cos’è l’ESTA e a cosa serve
L’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) è un’autorizzazione elettronica per entrare negli Stati Uniti nell’ambito del Visa Waiver Program, cioè il programma che permette ai cittadini di Paesi aderenti (Italia inclusa) di viaggiare negli USA per turismo, affari o transito fino a 90 giorni senza richiedere un visto tradizionale.
Due precisazioni che conviene tenere ben presenti: l’ESTA non è un visto e non garantisce l’ingresso. L’ultima parola spetta sempre all’ufficiale di frontiera. Nella pratica, se hai documenti in ordine, biglietto di ritorno e un itinerario sensato, non succede nulla di strano. Ma l’ESTA va considerata come il primo filtro: senza, non ti fanno nemmeno imbarcare sul volo.
Chi può richiederla (e quando non basta)
Puoi richiedere l’ESTA se viaggi con un passaporto elettronico (quello con il simbolo del chip sulla copertina) e rientri nelle condizioni del Visa Waiver Program. La regola pratica è semplice: turismo o affari, permanenza entro 90 giorni, nessuna attività lavorativa, nessun progetto di studio “lungo” con permanenza che richieda un visto specifico.
Ci sono però casi in cui l’ESTA non è la strada giusta, anche se sei cittadino italiano. Per esempio, alcune storie di viaggio pregresse o situazioni personali possono rendere necessaria la richiesta di un visto. Un caso frequente riguarda chi ha viaggiato in Paesi che fanno decadere l’idoneità al Visa Waiver Program. Un esempio concreto: la presenza a Cuba dal 12 gennaio 2021 può renderti non idoneo all’ESTA salvo eccezioni limitate, e in quel caso serve muoversi sul canale visto. Se sei in questa situazione, conviene leggere la comunicazione ufficiale e valutare la strada corretta con largo anticipo.
Link utile: avviso dell’Ambasciata USA in Italia sul Visa Waiver Program e Cuba.
Quanto costa l’ESTA oggi
Il costo dell’ESTA è stato aggiornato: per le domande inviate dopo l’aggiornamento tariffario entrato in vigore dal 30 settembre 2025, la tariffa è circa 40 USD. L’importo può presentarsi con qualche differenza di centesimi in base a imposte/arrotondamenti e al circuito di pagamento, quindi il consiglio concreto è: controlla la cifra esatta durante il pagamento sul portale ufficiale.
Il pagamento avviene online (in dollari) con le principali carte e, in alcuni casi, anche con metodi alternativi come PayPal. Tieni conto anche di una possibile commissione di cambio applicata dalla banca o dall’emittente della carta: non è “costo ESTA”, ma è un extra che può comparire sul conto.
Dove fare la richiesta: il solo sito da usare
La richiesta va fatta sul sito ufficiale. È l’unico che ti serve davvero e ti evita sovrapprezzi inutili di intermediari.
Link utile: portale ufficiale ESTA (U.S. Customs and Border Protection).
Un dettaglio pratico: online circolano moltissimi siti “simili” che vendono assistenza a pagamento. Non è necessariamente una truffa, ma spesso paghi due o tre volte la tariffa solo per farti ricopiare i dati. Se sai compilare un modulo, l’ESTA si fa in autonomia senza problemi.
Come compilare l’ESTA senza inciampi
Quando compili l’ESTA, ragiona come se stessi copiando dati su un documento ufficiale: nessuna interpretazione, nessuna “italianizzazione”. Le informazioni devono corrispondere al passaporto in modo letterale.
Cosa preparare prima di iniziare
- Passaporto a portata di mano (numero, data di rilascio e scadenza, Paese di emissione).
- Contatto con email che controlli davvero (l’esito può arrivare lì).
- Indirizzo negli Stati Uniti: se hai già scelto l’hotel, inserisci quello; se non lo hai ancora, puoi indicare un indirizzo provvisorio e aggiornare in seguito i dettagli del viaggio.
- Recapito di emergenza e dati generali sul lavoro (di solito sono richiesti come informazioni di contesto).
I passaggi, nella pratica
Apri il portale ufficiale, seleziona la lingua (così riduci il rischio di fraintendimenti), poi compili i dati anagrafici e del passaporto. Arrivano le domande di idoneità: qui non esiste “rispondo come mi sembra più comodo”. Se hai dubbi su un punto, meglio fermarsi, verificare e poi proseguire. Dopo il pagamento, ottieni un numero di domanda con cui controllare lo stato.
Una cosa che ho imparato sul campo: la parte più “pericolosa” non è la domanda difficile, è il refuso. Un numero del passaporto sbagliato di una cifra significa autorizzazione inutilizzabile. Prima di inviare, ricontrolla riga per riga, soprattutto numero passaporto, cognome e data di nascita.
Tempi di risposta: quando farla davvero
Molte richieste vengono approvate in tempi rapidi, a volte anche in pochi minuti. Ma non è una regola garantita. La raccomandazione operativa resta quella più sensata: invia la domanda almeno 72 ore prima della partenza, e se stai pianificando un viaggio importante (o in alta stagione), io la farei anche 2–3 settimane prima. Ti togli il pensiero e, se emerge un problema, hai margine per capire la strada alternativa.
Puoi controllare lo stato rientrando sul portale e cercando la pratica. Gli esiti tipici sono:
- Autorizzazione approvata: puoi viaggiare (resta valida la valutazione finale in frontiera).
- Autorizzazione in sospeso: serve tempo aggiuntivo, controlla periodicamente.
- Viaggio non autorizzato: devi valutare la richiesta di visto tramite canale consolare.
Validità dell’ESTA e quando rifarla
L’ESTA, in genere, ha validità fino a 2 anni oppure fino alla scadenza del passaporto, se arriva prima. Durante quel periodo puoi entrare più volte negli Stati Uniti, rispettando la permanenza massima di 90 giorni per singolo soggiorno.
Va rifatta se cambi passaporto o se cambiano alcune informazioni chiave (per esempio nome/cognome per motivi anagrafici). Se l’ESTA scade mentre sei negli Stati Uniti, non succede nulla di immediato: diventa un problema solo per il viaggio successivo, perché ti serve una nuova autorizzazione per imbarcarti.
Controlli in arrivo: cosa conviene avere con sé
All’arrivo a New York (JFK, Newark o LaGuardia), i controlli possono essere rapidi oppure richiedere pazienza, dipende da orario e flussi. A me ha sempre aiutato avere tutto “pronto” in modo pratico, senza frugare nel telefono con la fila dietro.
- Passaporto ovviamente, e un’idea chiara di dove dormirai (nome hotel e indirizzo).
- Biglietto di ritorno o di uscita dagli USA (anche una prenotazione digitale va bene).
- Contatto dell’alloggio o di un riferimento negli Stati Uniti, se lo hai.
- Assicurazione sanitaria: non è un requisito formale dell’ESTA, ma è una delle cose più sensate da avere negli USA. Se ti serve un riferimento pratico, qui trovi una guida dedicata: assicurazione viaggio per New York: come sceglierla.
Altro dettaglio concreto: se atterri la sera tardi e devi raggiungere Manhattan, avere già salvato indirizzo dell’hotel e percorso evita errori banali quando sei stanco e con il fuso addosso.
Consigli pratici
Fai l’ESTA prima di comprare servizi non rimborsabili. Se stai prendendo voli o hotel con penali rigide, è una cautela che ti evita grattacapi inutili.
Compila con calma e senza tradurre a intuito. Se il portale richiede un dato come appare sul passaporto, va copiato identico. In caso di doppio nome o doppio cognome, seguire l’impostazione del documento.
Salva numero della domanda e conferma. Non sei obbligato a stampare, ma avere una copia offline (telefono e email) è utile se ti manca rete in un momento scomodo.
Valuta il budget completo prima di partire. L’ESTA è solo un pezzo: tra trasferimenti, mance, biglietti e pasti, la cifra totale cambia molto. Se vuoi farti un’idea realistica, qui trovi una stima ragionata: quanto costa un viaggio a New York.
Errori da non fare
- Richiedere l’ESTA all’ultimo, contando sul fatto che “arriva subito”: spesso sì, ma non sempre.
- Usare siti intermediari senza accorgersene e pagare commissioni inutili.
- Inserire un numero di passaporto errato: anche un singolo carattere sbagliato può rendere l’autorizzazione non valida.
- Confondere l’ESTA con un visto: se il tuo caso richiede un visto, l’ESTA non risolve il problema.
Cosa mettere in valigia per la parte documenti
Qui non serve riempire la borsa di carte, ma alcune cose aiutano davvero quando sei in viaggio:
- Passaporto e una foto digitale di backup (non sostituisce l’originale, ma aiuta in caso di emergenza).
- Conferma ESTA salvata offline (pdf o schermata) e numero della domanda.
- Indirizzo dell’alloggio scritto anche in modo “leggibile” (nome, via, città).
- Polizza assicurativa con numero di assistenza e istruzioni essenziali.
Dove dormire a New York: scelta rapida per non complicarsi la vita
Se è il tuo primo viaggio, una scelta pratica è dormire in zone comode per muoversi: Midtown Manhattan (tra Times Square e Bryant Park) ti semplifica la logistica, mentre Upper West Side e Chelsea offrono un ritmo più “abitato” pur restando ben collegati. Se invece vuoi risparmiare senza allontanarti troppo, alcune aree di Long Island City (Queens) possono essere una buona via di mezzo, soprattutto se sei a pochi minuti a piedi dalla metropolitana.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a New YorkSe ti muovi per tempo e compili con precisione, l’ESTA resta una formalità. L’importante è trattarla come una parte del viaggio, non come un dettaglio dell’ultima sera.
